
http://www.lulu.com/content/libro-a-copertina-morbida/the-flying-la-leggenda-dellarcanave-stellare/5340704
categoria:viaggio, fantascienza, futuro, romanzo, fantastico, astronave


2 - L’astronave. Tutto era pronto. L’enorme astronave era in piena efficienza. Avevo eseguito numerosi controlli negli ultimi mesi, nessun particolare era stato trascurato. I quattro motori che producevano la spinta necessaria a vincere la forza di gravità, erano stati testati più volte. Essi ci avrebbero permesso di compiere un viaggio oltre i limiti conosciuti, oltrepassando l’orbita di Plutone, superando la fascia di Kuiper in direzione di Alfa Centauri e chissà, forse ancora più lontano. Gli ambienti di bordo soddisfacevano ogni tipo di necessità: operativa, abitativa, produttiva. Esistevano laboratori di analisi e colture idroponiche, sale per attività sportive e per il relax e soprattutto le stive con il loro prezioso carico. Il computer di bordo aveva il controllo di tutti i sistemi di supporto vitale. Monitorava costantemente i livelli energetici, il clima, il riciclaggio dell’acqua e dell’ossigeno. Perfino la rotta era controllata dal computer, strumento indispensabile senza il quale non avremmo potuto affrontare il lungo sonno di novantadue anni. Il viaggio sarebbe stato impossibile senza questa drastica soluzione. Nessuna generazione avrebbe potuto raggiungere Alfa Centauri con la propulsione disponibile in quel periodo. Anche se la velocità del Flying ci avrebbe permesso di raggiungere quella stella in soli novantadue anni, era assolutamente necessario immergersi in uno stato di coma artificiale per superare la distanza del tempo. L’obiettivo principale era lo spazio sconosciuto, poiché il sistema solare era già stato esplorato il secolo scorso dalle sonde elettroniche, ultimo tentativo di conquista dello spazio. Quindi, il vero viaggio sarebbe iniziato aldilà della fascia di Kuiper.
tratto da "Il Testo" - Capitolo "La Partenza"
S.M.
Il ponte di guida è senz'altro l'elemento più importante dell'arcanave Flying. Sono stati fatti numerosi tentativi per illustrare la reale conformazione di questo ambiente che costituiva il fulcro dell'enorme astronave. Questo è uno dei tanti eseguito dai ricercatori dell'Università di Neoflores, intorno al 2520.
1- Il cielo. L’azzurro del cielo era meraviglioso. Chiaro e uniforme, quel tono di colore dominava sull’intera volta celeste. Né una nube, né una striatura di fumo macchiavano l’aria apparentemente limpida. Erano anni che non assistevo ad uno spettacolo così affascinante. Fonte d’ispirazione per i poeti ed i sognatori del passato, il cielo pulito era diventato uno strano fenomeno destinato a perdersi tra i ricordi di tutti gli esseri umani. Da molto tempo il pianeta Terra viveva una situazione ambientale squilibrata, ben al di sopra dei propri limiti. Il mondo stava cambiando e spettacoli naturali come quello al quale stavo assistendo erano diventati un’eccezione. Eppure, nonostante i danni evidenti, l’uomo continuava la sua folle distruzione verso l’ambiente e i relativi ecosistemi, consapevole del fatto che quest’azione stabiliva le sorti del suo destino. Ogni giorno l’aria diventava più inquinata. Ogni momento la terra cedeva alla sterilità. Ogni istante l’acqua perdeva la propria purezza.
Quel famoso giorno guardai il cielo e provai una suprema sensazione di potere che mi spinse inesorabilmente verso il mio sogno di libertà. Assaporai quei miei ultimi momenti sulla Terra, con uno spirito combattuto tra una lacerante rassegnazione e una incrollabile certezza di riuscire a realizzare un obiettivo aldilà di ogni immaginazione. Anni di ricerca, di preparazione, di fatiche stavano per essere ricompensate. Stavamo per lasciare il pianeta, poiché nessuno scopo e nessun futuro ci legavano più ad esso. L’umanità aveva preferito restare nella più cieca indifferenza, piuttosto che salvaguardare il proprio mondo dalla distruzione ambientale. A noi non restava altra scelta, se non quella di partire per le stelle, alla ricerca di un pianeta dove i discendenti dell’uomo avrebbero vissuto nel rispetto assoluto del proprio ambiente.
Lo spazio cosmico invocava il mio nome.
tratto da "Il Testo" - Capitolo "la Partenza"
S.M.
Lucca comics and Games 2006 mi permise di far conoscere il Progetto Flying ad una parte di pubblico, che pur non essendo direttamente coinvolto nella S.F. apprezzò la cosa in modo davvero soddisfacente, da questa esperienza ne scaturirono altre tra le quali mi piace ricordare "Fantasylandia 2007" un evento che coinvolse (e coinvolge tuttora) gli appassionati del mondo fantastico in generale che va dalla fantascienza di Star Wars e Star Trek fino al Fantasy de il Signore degli anelli o Harry Potter.
S.M.
Ecco un'immagine dello Stand Allestito durante la Lucca Comics and Games del 2006. Un grande momento per L'arcanave Flying, un curioso richiamo per tutti i visitatori che all'epoca ebbero occasione di frequentare la mostra.
S.M.
Diversi studiosi dell'Università di Neoflores hanno tentato di ricostruire un modello digitale dell'Arcanave Flying sulla base delle descrizioni riportate sul "Testo". Questo modello, senza dubbio indicativo, cerca di approfondire l'immagine dell'astronave leggendaria che ha avuto una parte fondamentale nello sviluppo della nostra attuale cultura.
S.M. anno 2524
La leggenda narra che l'arcanave Flying partì dal deserto, nelle vicinanze della città di Chirfa.
Lo studio grafico che vedete è una delle tante ipotesi, elaborate dall'università di Neoflores, su come fosse impostato il ponte di guida dell'astronave Flying. Attraverso le descrizioni del "Testo" si è cercato di immaginare la reale conformazione di questo spazio fondamentale, che il viaggiatore descrive come "ponte di guida", ovvero il ponte di comando o sala di pilotaggio della grande Arcanave. L'impostazione strutturale si inspira al design dei cockpit aereonautici. In questa versione ci sono due postazioni (dove siedevano il Viaggiatore e la sua compagna) e due consolle utilizzate come schermi cartografici. In mezzo a questi due elementi semiellittici è inserita la nicchia di stasi del robot SIM (Sistema d'Interfaccia Mobile), dalla quale poteva entrare in contatto diretto con il computer di bordo.